
PierSilvio, lèggi questa frase e ascòltala “detta” al TG5 dal tuo Gioacchino Bonsignore:
“Ci spostiamo
a Roma perché c’è nuovamente una persona che è stata assassinata.”
Ora, ascolta, Piersilvio:
1. Ti rendi conto del dànno alla Lingua Italiana, alla composizione della frase, al senso logico e comune che – tramite Gioacchino Bonsignore – tu rèchi ai giovanissimi che stanno andando a scuola e già lì sono a rischio? Vuoi rileggere la frase? Chi gliel’ha scritta? L’ha scritta lui di suo… pugno?
2. Ora io non ti dico di picchiare a sangue il tuo protetto, né di togliergli lo stipendio, povera anima del purgatorio, ma… aspetta, non è finita, lèggi il punto 3.
3. Da quanto tempo non lo vedi, questo Gioacchino Bonsignore? Fatti dare una registrazione e guardalo: egli non lègge, non dice le cosiddette “notizie”: egli penetra il telespettatore, proprio lui, uno alla volta, gli entra negli occhi, se lo vuole simil-scopare: sicché anche una frase demenzialmente sgangherata come “Ci spostiamo a Roma etc.”, Gioacchino te la ficca e rificca, vuole portarti all’orgasmo a-sintattico, al guaìto.
4. …e, poi, o meglio, prima d’ogni parola, quella voce! Quella voce di non-più-giovane ragazza di Bassano del Grappa, voce di gola e di vocali larghe, quella porno-scelleratezza accalorata di bimbominkia, di inquietudine di tutte le papille gustative, pregustanti il finto orgasmo…
5. E infine, GiovinSignore, tu lo sai, vero, che il Bonsignore – certamente allievo prediletto ai corsi di fenomenologìa sfinterica del Signorini – è il portabandiera del “Gusto” del tuo Impero? Rispondi soltanto se lo sai o no. Lo sai, vero? Lo sai.
6. Bene, questa “lettera aperta” potrebbe avere, come titolo: Il Gusto di Canale5. (Puoi ancora rimediare, forse.)
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