NINO BENVENUTI E EMILE GRIFFITH
"Io mi prendo cura di Te"
di Paolo Salvatore Orrù
“Un grande campione, veloce sulle gambe, guardingo, riflessi felini, un combattente vero: con lui mi è andata bene due volte su tre”. Nino Benvenuti ricorda così Emile Griffith, il suo antico avversario. Un campione che adesso combatte con pochissime risorse economiche contro il terribile morbo di Alzheimer, una demenza degenerativa invalidante che annienta per sempre le cellule cerebrali. “Ad informarmi delle sue condizioni precarie fisiche ed economiche è stato Luis, il figlio adottivo di Emile, quando, qualche settimana fa, mi ha chiesto di poter venire in Italia per presentare un libro che racconta la storia pugililistica di suo padre”, dice l'ex pugile italiano nato a Isola d'Istria.Alla fine dei conti, quando il tempo ha fatto il suo corso e giunge il tempo dei ricordi, l’unica cosa che davvero resta sono la famiglia e gli amici. “Confido nella grande bontà d’animo dei tifosi italiani. In questi giorni Emile verrà in Italia. Una volta constatato le sue condizioni fisiche, decideremo il da farsi”, spiega l’ex campione del mondo dei superwelters e dei medi. A volte queste amicizie nascono là dove nessuno se lo aspetta, su un ring per esempio. E’ questo il sentimento che accomuna Benvenuti e Griffith, pugili che nella loro pericolosa gioventù al Madison Square garden di New York - titolo mondiale dei pesi medi in palio - se la sono date di santa ragione e senza esclusione di colpi per ben tre volte. I tempi cambiano, le rughe arano la pelle, gli sguardi diventano meno intolleranti e il cipiglio con cui si prendeva a pugni la vita lascia spazio all’indulgenza e all’umana comprensione. "Purtroppo non tutti i campioni, capita specialmente nel pugilato, riescono a mettere da parte le borse che hanno conquistato combattendo sul ring. Emile però non buttato via i soldi, semplicemente li ha donati ai suoi parenti”, spiega l’ex olimpionico. Da qualche tempo allo statunitense la fortuna ha voltato le spalle: non è la prima volta che negli Stati Uniti i bianchi volgono le spalle agli uomini colore, soprattutto se ex campioni. Lo sa Benvenuti, da quando in quel lontano 1967 sfidò per la prima volta il fighter più amato nelle bidonville americane: gli organizzatori avallarono la sfida fra Griffith e l’istriano con l’obiettivo di avere un campione del mondo, altro biondo e con gli occhi azzurri. Così stanno le cose. “In Italia siamo diversi, la mia iniziativa ha destato molto clamore, sono certo che Griffith tornerà in America con un gruzzolo importante”, conclude Benvenuti.La International Boxing Hall of Fame ha annoverato Griffith fra i più grandi pugili di ogni tempo. Campione mondiale nelle categorie dei pesi welter e dei medi, è stato il primo pugile originario delle Isole Vergini a conquistare la corona di campione del mondo professionisti. In una carriera professionistica durata quasi vent'anni, dal 1958 al 1977, ha disputato complessivamente 24 match validi per i titoli mondiali delle tre categorie di cui è stato campione.




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